Trattamenti antiparassitari del pesco: pianificazione e verifica degli impieghi

I trattamenti antiparassitari del pesco dipendono da malattia, fase e condizioni osservate. I criteri di difesa riportati qui riguardano l’Emilia-Romagna nel 2026.

Bolla del pesco: fase delle gemme e andamento meteorologico

La bolla del pesco è causata da Taphrina deformans. La difesa si programma a caduta foglie e a fine inverno, prima della pioggia infettante successiva alla rottura delle gemme a legno. Fra le sostanze indicate figurano polisolfuro di calcio e i prodotti rameici, questi ultimi non oltre 4 kg di sostanza attiva per ettaro all’anno. Per ulteriori interventi valgono i bollettini territoriali e l’andamento climatico.

Prima di ogni intervento annota in che fase sono le gemme e quando è prevista la pioggia, così potrai ricostruire perché hai scelto quella data.

Corineo e cancri rameali

Contro il corineo, Wilsonomyces carpophilus, si limita l’azoto nei pescheti colpiti e si rimuovono i rami infetti; gli interventi chimici contro la bolla hanno un’ottima attività anche su di lui e nei pescheti colpiti si ripetono nelle prime fasi vegetative primaverili. Per i cancri rameali da Fusicoccum amygdali e Cytospora contano anche drenaggio e suscettibilità varietale.

Esamina il legno insieme alle foglie: i cancri si vedono sui rami, non sulle sole foglie.

Monilia

Contro la monilia si adeguano i sesti al vigore e si proporzionano azoto e irrigazione. Si cura il drenaggio, si arieggia la chioma con la potatura verde e si rimuovono i frutti mummificati. In fioritura si tratta in via preventiva solo le cultivar molto suscettibili; in pre-raccolta un trattamento va fatto 7-14 giorni prima della raccolta.

Controlla in quali file la chioma resta più chiusa e dove restano frutti mummificati: sono i punti da pulire per primi.

Afidi

Gli afidi del pesco sono il verde, Myzus persicae, il sigaraio, Myzus varians, il farinoso, Hyalopterus amygdali, e il nero, Brachycaudus persicae. La soglia dipende dalla specie, dal tipo di frutto e dal periodo. Per l’afide verde e il sigaraio è il 3% di germogli infestati prima e dopo la fioritura sulle nettarine; su pesche e percoche il 3% prima della fioritura e il 10% dopo. Per l’afide nero è la presenza diffusa sopra il 20% di getti infestati.

Fra i tripidi del pesco rientrano Taeniothrips meridionalis, Thrips major e Frankliniella occidentalis.

Prima di tutto identifica l’afide, perché ogni specie ha la sua soglia. Per le alterazioni superficiali dei frutti registra data, precedenti infestazioni e risultati dell’osservazione prima di scegliere il preparato.

Cidia e anarsia

Per Cydia molesta, anche denominata Grapholita molesta, e Anarsia lineatella le generazioni si seguono con trappole e bollettini. Quando le caratteristiche del frutteto lo consentono, si applica la confusione o la distrazione sessuale.

Annota ogni cattura insieme all’organismo e al tipo di trappola o dispositivo che l’ha registrata.

Cocciniglie

Le cocciniglie del pesco sono quella di San Josè, Comstockaspis perniciosa, la bianca, Pseudaulacaspis pentagona, e l’asiatica, Pseudococcus comstocki. Si osservano forme svernanti, neanidi e migrazioni nelle rispettive epoche.

Nel rilievo indica l’organo occupato: ramo, foglia o frutto.

Ragnetto rosso

Contro Panonychus ulmi e Tetranychus urticae conta l’azione degli antagonisti naturali.

Identifica l’acaro prima di scegliere il formulato, poi verifica nell’etichetta coltura, avversità e limitazioni del prodotto che pensi di usare.

Cimice asiatica

Per Halyomorpha halys si controllano da fine aprile i punti d’ingresso, cioè la vicinanza a edifici e siepi. I controlli si ripetono durante sfalci e trebbiature delle colture erbacee ospiti, come la soia, e durante le raccolte nei frutteti adiacenti.

Registra separatamente adulti, ovature e forme giovanili.

Nematodi e ristoppio

I nematodi galligeni del genere Meloidogyne provocano galle radicali e contribuiscono alla stanchezza del terreno. Si scelgono portinnesti resistenti e piante certificate, evitando il ristoppio.

Se un impianto giovane deperisce, ricostruisci colture precedenti, provenienza delle piante e condizioni del suolo.

Limiti per sostanza e per gruppo

Il numero massimo di interventi all’anno vale per la singola sostanza attiva o per sottogruppo, qualunque sia l’avversità trattata.

Prima di ripetere un passaggio considera tutte le avversità già trattate nella stagione e ricostruisci la successione dei prodotti. Poi verifica nell’etichetta del formulato registrazione, coltura e impiego.

Trattamenti antiparassitari dell’albicocco: pianificazione e verifica degli impieghi

I trattamenti antiparassitari dell’albicocco dipendono da avversità e fase della pianta. I criteri sono nella scheda regionale 2026.

Monilia

Contro la monilia si tratta in prefioritura e il trattamento si ripete fino alla scamiciatura se umidità elevata e bagnatura prolungata favoriscono l’infezione. In preraccolta si interviene solo sulle cultivar molto suscettibili o con clima favorevole all’infezione.

Corineo, oidio, nerume e maculatura rossa

Contro il corineo, Wilsonomyces carpophilus, si equilibrano le concimazioni, si asportano i rametti colpiti e si interviene in pre o a inizio caduta foglie, eventualmente alla ripresa vegetativa; i prodotti rameici non superano 4 kg di sostanza attiva per ettaro all’anno. Contro il mal bianco, Podosphaera clandestina e Sphaeroteca pannosa, negli impianti solitamente colpiti si interviene in via preventiva tra scamiciatura e inizio ingrossamento dei frutti, poi alla comparsa delle prime macchie. Contro il nerume, Cladosporium carpophilum, si eliminano i rametti infetti durante la potatura; la bagnatura persistente favorisce l’infezione e il rischio maggiore parte da inizio scamiciatura e dura circa 30 giorni. Per la maculatura rossa da Apiognomonia erythrostoma il periodo di rischio coincide con il rilascio delle ascospore, tra aprile e maggio.

Batteriosi

Per le batteriosi da Xanthomonas pruni e Pseudomonas syringae contano le infezioni sui rami e i danni sui frutti dell’anno precedente; i rametti infetti si rimuovono durante la potatura.

Tieni nota delle infezioni sui rami e dei danni ai frutti dell’anno prima: servono a leggere i sintomi della stagione nuova.

Sharka

Contro la sharka, Plum pox virus, si usa materiale vivaistico certificato e si controllano periodicamente le piante. In presenza di sintomi si avvisa il Servizio fitosanitario e si applicano le prescrizioni degli ispettori.

Anarsia e cidia

Contro Anarsia lineatella si combinano trappole, soglie e indicazioni dei bollettini; il criterio cambia se si usa confusione, distrazione sessuale o Bacillus thuringiensis. Cydia molesta, anche chiamata Grapholita molesta, ha un monitoraggio proprio.

Segna ogni cattura insieme alla trappola che l’ha raccolta e tieni separato il monitoraggio di Cydia molesta.

Mosca della frutta e Drosophila suzukii

Contro Ceratitis capitata si associano monitoraggio degli adulti e controllo delle punture fertili; si sorvegliano gli appezzamenti già colpiti e, dopo la raccolta, la frutta non commerciale si distrugge rapidamente. Contro Drosophila suzukii si installano trappole innescate e si rimuovono tempestivamente i frutti colpiti.

Nelle aziende miste controlla anche la maturazione delle diverse specie. Registra la specie catturata e il dispositivo usato, distinguendo le catture di Drosophila suzukii da quelle della mosca della frutta.

Cimice asiatica

Per Halyomorpha halys servono rilievi visivi e trappole con feromoni di aggregazione. Si controllano da fine aprile i punti d’ingresso vicino a edifici e siepi, e di nuovo durante sfalci, trebbiature delle colture erbacee ospiti e raccolte nei frutteti adiacenti. Le trappole rilevano la presenza, senza stimare la popolazione.

Registra anche adulti, ovature e forme giovanili osservati.

Nematodi e capnode

L’albicocco è sensibile ai nematodi galligeni Meloidogyne soprattutto in vivaio: si acquistano piante certificate, si controllano le radici e si evita il ristoppio. Contro il capnode, Capnodis tenebrionis, si mantiene il vigore e si limitano gli stress idrici o nutrizionali.

Se compare un deperimento, non fermarti alla prima ipotesi: controlla radici, capnode e storia dell’impianto.

Limiti per sostanza e per gruppo

Il numero massimo di interventi all’anno vale per la singola sostanza attiva o per sottogruppo, qualunque sia l’avversità.

Prima di un nuovo intervento confronta la successione stagionale con l’etichetta della confezione che userai davvero.

Preparare il sopralluogo nelle aziende miste

Se coltivi pesco e albicocco nello stesso appezzamento, separa i rilievi per specie e varietà. Annota origine delle piante, portinnesto, fioritura e destinazione dei frutti. Per le alterazioni del legno conserva fotografie dei rametti; per quelle radicali aggiungi ristoppi, avvicendamenti e provenienza del materiale vivaistico.

Nel controllo dei lepidotteri segna dispositivo e generazione seguita. Per la cimice asiatica distingui il bordo vicino a siepi o fabbricati dal centro del frutteto. Durante la raccolta delle specie precoci continua a osservare quelle ancora in maturazione e rimuovi la frutta colpita. Prima di un nuovo passaggio ricostruisci i prodotti effettivamente distribuiti, con le sostanze contenute nelle miscele.

Prossimo passo

Prepara rilievi e storico della parcella per il tecnico. Il documento del formulato si cerca nella banca dati fitofarmaci.