Per pianificare gli interventi, identifica coltura, ambiente e avversità osservata. Confronta i rilievi con la scheda regionale pertinente, poi controlla l’etichetta del formulato che ti viene proposto.
Pomodoro: rilievi e criteri d’intervento
Peronospora e bollettini provinciali
Contro la peronospora, Phytophthora infestans, la difesa si inizia sulla base dei bollettini tecnici provinciali settimanali. I bollettini tengono conto del modello previsionale I.P.I., dei rilevamenti aerobiologici e dei campi spia. Confronta le indicazioni del bollettino con la fase della coltura e con i rilievi del tuo appezzamento.
Soprattutto in fase iniziale sono da privilegiare i prodotti rameici, che oltre a combattere la peronospora hanno una certa azione batteriostatica. In condizioni di elevata umidità conviene ricorrere a prodotti sistemici, in prossimità della raccolta a prodotti a breve intervallo di sicurezza.
Le sostanze attive indicate sono: rameici, olio essenziale di arancio dolce, Bacillus amyloliquefaciens, fosetil Al, metalaxil-M, folpet, fluazinam, captano, cimoxanil, mandipropamide, ametoctradina, fosfonato di potassio, propamocarb, azoxystrobin, pyraclostrobin, zoxamide, oxathiapiprolin, cyazofamide e amisulbrom.
Alternariosi, septoriosi e antracnosi
Alternariosi e septoriosi sono associate ad Alternaria alternata, Alternaria porri f. sp. solani e Septoria lycopersici. Si usano seme sano o piantine disinfettate, ampie rotazioni colturali, si evitano i ristagni idrici e si limitano le irrigazioni. La storia del campo aiuta: annota rotazioni passate, origine del seme e punti dove l’acqua ristagna.
Per l’antracnosi, Colletotrichum coccodes, le misure agronomiche sono seme sano, ampie rotazioni, assenza di ristagni idrici e irrigazioni limitate.
Di norma non servono interventi specifici, perché i trattamenti antiperonosporici sono attivi anche contro queste malattie. Per attacchi gravi, in zone molto umide, un trattamento alla comparsa dei primi sintomi e un secondo 8-10 giorni dopo. Se conti sull’effetto dei trattamenti antiperonosporici anche su queste malattie, verifica gli impieghi indicati per l’esatto preparato.
Contro alternariosi e septoriosi le sostanze attive sono Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens, rameici, azoxystrobin, fluxapiroxad, difenoconazolo, captano e folpet; pyraclostrobin e zoxamide non sono ammessi contro la septoriosi, ciflufenamid solo in miscela con difenoconazolo.
Oidio e moria delle piantine
L’oidio è associato a Erysiphe spp. e si tratta alla comparsa dei sintomi con zolfo, Bacillus amyloliquefaciens, eugeniolo+geraniolo+timolo, estratto acquoso di semi germinati di Lupinus albus dolce, fluxapyroxad o pyraclostrobin.
Contro la moria delle piantine da Pythium si favorisce il drenaggio del suolo e si usano ampi avvicendamenti colturali. Gli interventi preventivi si fanno solo con presenza accertata della malattia negli anni precedenti; si interviene alla comparsa dei primi sintomi. Distingui il deperimento delle piantine appena nate dalle alterazioni sulle foglie che compaiono durante la stagione: sono problemi diversi e con rimedi diversi.
Batteriosi
Le batteriosi comprendono Pseudomonas syringae pv. tomato, Xanthomonas campestris pv. vesicatoria, Clavibacter michiganensis subsp. michiganensis e Pseudomonas corrugata. Si impiega seme certificato e se ne conserva la documentazione, si fanno ampie rotazioni colturali (almeno 4 anni), concimazioni azotate e potassiche equilibrate e sarchiature.
Si elimina la vegetazione infetta, che non va comunque interrata; si trapiantano solo piante non infette, con preferenza per le cultivar tolleranti. È sconsigliato irrigare con acque di canali o bacini di raccolta i cui fondali non vengano periodicamente ripuliti da residui organici. Chiedi quindi da dove arriva l’acqua e in che stato sono bacini e canali; confronta la risposta con rotazione e drenaggio del campo.
Solo negli impianti ad alto rischio si può intervenire, prima della comparsa dei sintomi, al massimo 3 volte dopo la semina o il trapianto, a intervalli minimi di 6-7 giorni. Le sostanze attive sono i rameici, Bacillus subtilis e Bacillus amyloliquefaciens.
Per l’avvizzimento batterico o marciume bruno da Ralstonia solanacearum, in applicazione del D.M. 30/03/2023 di lotta obbligatoria, i sintomi sospetti vanno segnalati tempestivamente al Settore fitosanitario regionale per gli accertamenti di laboratorio.
Virosi
CMV (virus del mosaico del cetriolo) e PVY (virus Y della patata) sono trasmessi dagli afidi in modo non persistente; per il trapianto si usano piantine ottenute in semenzali prodotti in vivai con sicura protezione dagli afidi. ToMV (virus del mosaico del pomodoro) si trasmette per contatto: è fondamentale seme esente dal virus o disinfettato con trattamenti fisici o chimici. Prima di decidere, individua il virus presente e scegli la difesa in base a come si trasmette: per via di afidi o per contatto le misure non sono le stesse.
Afidi, cimici e acari
Le infestazioni di afidi (Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae) di norma si esauriscono nell’arco di 10 giorni e sono ben controllate dagli ausiliari presenti in natura. La soglia è del 10% delle piante infestate da colonie in accrescimento presenti in 4 o 5 metri lineari ciascuno, lungo la diagonale dell’appezzamento, verificando sempre la presenza di insetti utili. Identifica la specie e tieni separati nelle note le piante con colonie, le catture e le foglie decolorate. Guarda anche i bordi del campo.
Contro le cimici (Nezara viridula, Halyomorpha halys) si interviene solo nelle coltivazioni con presenza diffusa e significativa, limitando il trattamento alle fasce perimetrali, soprattutto ai lati di fossi, cavedagne e incolti.
Il ragnetto rosso, Tetranychus urticae, si tratta solo con focolai precoci di infestazione e aree decolorate delle foglie. L’eriofide Aculops lycopersici si tratta con Beauveria bassiana, zolfo, olio essenziale di arancio dolce, fenpiroximate o milbemectina.
Nottua gialla, nottue terricole e dorifora
Per Helicoverpa armigera la soglia è di 2 piante con uova o larve su 30 controllate per appezzamento. Il volo si controlla con trappole a feromoni e lo spinosad si impiega sulle uova prima che schiudano. Controlla uova e larve direttamente sulle piante e registra specie e stadio osservato.
Le nottue terricole, Agrotis ipsilon e Agrotis segetum, hanno soglia di 1 larva ogni 5 m lineari di fila, in 4 punti di 5 m ciascuno lungo la diagonale, su piante all’inizio dello sviluppo.
Per la dorifora, Leptinotarsa decemlineata, la soglia è l’infestazione generalizzata; il Bacillus thuringiensis impiegato contro altre avversità è attivo contro le giovani larve.
Limiti d’impiego e miscele
Il numero massimo di interventi all’anno vale per singola sostanza attiva, o per sottogruppo, e per gruppo di sostanze attive, indipendentemente dall’avversità.
Nelle miscele estemporanee di fungicidi non si usano più di due sostanze attive diverse per avversità. Rameici, zolfo, fosfonati, fosetil Al, olio essenziale di arancio dolce, sostanze di base, sostanze a basso rischio e microrganismi restano fuori da questo conteggio. Per ogni sostanza attiva è utilizzabile un solo formulato commerciale; più formulazioni della stessa sostanza sono ammesse solo per smaltire scorte o per problemi di approvvigionamento.
Prima di ordinare un prodotto, controlla i limiti per sostanza attiva e per gruppo e le condizioni previste per le associazioni. Sull’etichetta verifica nome commerciale, registrazione, coltura e avversità. Se prepari una miscela, confronta i documenti di tutti i componenti.
Per i rameici si raccomanda di non superare 4 kg di sostanza attiva per ettaro all’anno. Fosetil Al è impiegabile fino all’allegagione del secondo palco, propamocarb solo in miscela con cimoxanil.
Trattamenti fitosanitari dei carciofi: numero massimo di interventi e criteri
Prima di intervenire sui carciofi, controlla da dove vengono i carducci, la storia del terreno, l’acqua e i sintomi che vedi. Confronta i rilievi con la sezione «Difesa Carciofo» del disciplinare. Per i trattamenti fitosanitari dei carciofi il disciplinare Campania 2026 fissa un massimo di tre interventi all’anno contro la peronospora, quattro contro l’oidio e due contro gli afidi.
Bollettini fitosanitari della Campania
I bollettini Campania sono settimanali dal 1° marzo al 30 settembre e mensili dal 1° ottobre al 28 febbraio. Riportano lo stato fenologico e fitosanitario delle colture rilevato nelle aziende di riferimento e i consigli di difesa integrata delle «Norme tecniche per la difesa ed il diserbo integrato delle colture». Consulta il bollettino prima di ogni intervento.
Peronospora: densità, residui e condizioni favorevoli
Contro la peronospora, Bremia lactucae, si evitano impianti troppo fitti, si distruggono i residui delle piante infette e si riducono gli interventi irrigui e le concimazioni azotate. Il trattamento chimico si fa solo in primavere e autunni piovosi, ai primi sintomi e in modo localizzato.
Le opzioni sono rameici, fosetil alluminio, cymoxanil, metalaxil-M, pyraclostrobin, azoxystrobin e mandipropamid. Negli interventi localizzati le sostanze sistemiche o citotropiche si usano in miscela con sostanze di contatto. Il limite è di tre interventi all’anno contro questa avversità. Per i rameici: non più di 28 kg di rame per ettaro in 7 anni, con 4 kg per ettaro all’anno raccomandati.
Marciumi: terreno e carducci
Contro i marciumi da Sclerotinia sclerotiorum, Sclerotium rolfsii e Rhizoctonia solani si estirpano le piante sospette o infette, si evita l’impianto in terreni già infetti e di prelevare carducci da carciofaie infette, si cura il drenaggio, si razionalizzano irrigazione e concimazioni azotate e si ampliano le rotazioni. L’intervento chimico è previsto alla comparsa dei primi sintomi.
Afidi: soglia e virosi
Per gli afidi si determina la presenza di colonie su almeno 50 piante scelte a caso. In assenza di virosi nella coltura o nei suoi dintorni la soglia è del 5–8%; in presenza di virosi la soglia è la presenza. Durante il controllo annota quante piante hai esaminato e quante colonie hai trovato, così calcoli la frequenza dell’infestazione.
Si sfalciano le infestanti ai bordi dei campi. Contro gli afidi sono ammessi al massimo due interventi all’anno.
Nottue e depressaria: risanamento e voli
Contro Gortyna xantenes e Depressaria erinacella si procede a un attento risanamento annuale della coltura già dal primo anno, eliminando ceppaie e polloni infetti ed evitando il ristagno di umidità.
L’intervento chimico va fatto nel periodo più intenso dei voli e prima che le larve svolgano vita endofitica: la Gortyna in inverno, la Depressaria in autunno. Nelle carciofaie gravemente infestate l’anno precedente, chi interviene chimicamente installa trappole a feromoni per monitorare i voli.
Oidio e tracheoverticilliosi
L’oidio del carciofo, da Ovulariopsis cynarae e Leveillula taurica, si tratta solo nei mesi autunnali con clima favorevole alle infezioni, alla comparsa dei primi sintomi. Si razionalizzano irrigazioni e concimazioni azotate e si evitano impianti fitti. Il limite è di quattro interventi all’anno contro questa avversità.
Contro la tracheoverticilliosi, Verticillium dahliae, si usa solo materiale di propagazione sano e certificato, si limitano le concimazioni azotate, si adottano ampie rotazioni e si distruggono tempestivamente residui e piante infette.
Chiocciole, lumache e danni limitati ai bordi
Per chiocciole e lumache dei generi Helix, Cantareus, Helicella, Limax e Agriolimax, le esche si distribuiscono solo sul terreno, precocemente in autunno prima della deposizione delle uova, preferibilmente di sera e subito dopo le prime irrigazioni o piogge. Con attacchi limitati ai bordi dei campi la distribuzione riguarda soltanto la fascia interessata. Il campo si circoscrive con calce per evitare la migrazione verso le zone esterne.
Nematodi galligeni e da lesioni
I nematodi Meloidogyne spp. provocano galle, mentre Pratylenchus spp. causano lesioni. Si usa materiale di propagazione proveniente da terreni sicuramente non infestati, si allunga il turno delle rotazioni e, se possibile, si consocia con piante repellenti o nematocide, come Tagetes patula.
Nell’avvicendamento non si inseriscono altre Composite né Solanacee; vi rientrano asparago, cereali, Ombrellifere e Crocifere. Il terreno si può porre a riposo per un anno, lavorandolo per abbassare le popolazioni dei nematodi.
La solarizzazione usa un telo di polietilene trasparente dello spessore di 0,05 mm, da giugno ad agosto per almeno 45 giorni. Programma per tempo la disponibilità del telo e la preparazione del terreno.
Ricostruire terreno e materiale di propagazione
Per una nuova carciofaia prepara la successione delle colture e verifica l’origine dei carducci. Individua i punti con ristagno e i settori già colpiti da marciumi. Durante il risanamento tieni note separate per ceppaie, polloni e piante estirpate: dove compaiono i sintomi orienta le scelte agronomiche dell’annata dopo.
Per il pomodoro conserva i documenti del seme certificato e delle piantine. Se hai dubbi sulle batteriosi, annota anche provenienza dell’acqua, residui organici e stato dei bacini. Nel quaderno separa monitoraggio degli adulti, uova osservate e larve sulle piante: ogni avversità ha un proprio criterio per decidere l’intervento.
Prossimo passo
Porta al tecnico la storia del campo, l’origine di piantine o carducci e rilievi datati. Etichetta e stato di un formulato sono nella banca dati fitofarmaci; per raccolta e accessi dopo il trattamento c’è la guida a carenza e rientro.