Trattamenti agli ulivi: quali fare e quando, mese per mese

Il calendario dei trattamenti per gli alberi di ulivo segue la fase della pianta e l’avversità, a cominciare dal trattamento invernale.

QuandoAvversitàChe cosa fare
InvernoCocciniglia mezzo grano di pepeIntervenire se nell’anno precedente ci sono state infestazioni.
Ripresa vegetativa, aprileCecidomia delle foglieControllare l’ovideposizione sulla nuova vegetazione; con forti attacchi trattare in aprile.
Fino a metà maggioFleotriboBruciare le fascine di rami esca per distruggere le covate.
Tarda primavera dopo stagioni umideOcchio di pavoneIntervenire; negli altri casi di norma non servono trattamenti.
Dopo l’allegagioneTignola, generazione carpofagaDecidere in base alle ovodeposizioni sulle drupe.
EstateCoccinigliaIntervenire con 5-10 neanidi vive per foglia.
Con il monitoraggioMosca delle oliveIntervenire con il 4-5% di drupe con punture fertili.
InvaiaturaLebbraDifesa chimica se il clima porta umidità elevata.
Dopo gelate tardive o grandinateRognaIntervenire.

Trattamento dell’uliveto: come programmare la difesa dell’olivo

Per decidere quali trattamenti fare, annota fase, sintomi e appezzamento, poi confrontali con il bollettino locale e con l’etichetta del formulato che ti viene proposto. Quando la decisione è continuare a osservare, scrivi nel calendario anche la data del prossimo controllo.

Trattamenti da fare agli ulivi durante l’anno, dall’inverno all’autunno

Il trattamento invernale degli ulivi riguarda la cocciniglia mezzo grano di pepe: si interviene se nell’anno precedente ci sono state infestazioni. Dopo gelate tardive o grandinate è opportuno intervenire contro la rogna.

La difesa chimica contro la lebbra si colloca all’invaiatura, se il clima porta umidità elevata.

Trattamento olivi in aprile e maggio: cecidomia e fleotribo

Contro la cecidomia delle foglie, in caso di forti attacchi, il momento migliore per trattare è aprile, quando l’insetto attacca le foglie giovani e i germogli.

Contro il fleotribo, Phloeotribus scarabaeoides, si preparano fascine di rami esca in zone ombreggiate, poi bruciate entro metà maggio per distruggere le covate.

Trattamento dell’olivo a giugno

A giugno la scelta del trattamento dipende dall’avversità presente: dopo l’allegagione si decide sulla tignola carpofaga in base alle ovodeposizioni sulle drupe, in estate sulla cocciniglia con 5-10 neanidi vive per foglia, e con il monitoraggio sulla mosca delle olive con il 4-5% di drupe con punture fertili.

Olive da olio e olive da tavola

Le condizioni d’impiego cambiano con la destinazione: per acetamiprid contro la mosca sono ammessi due interventi sulle olive da olio e uno su quelle da tavola.

I disciplinari in vigore si trovano nella raccolta regionale, che distingue l’annata corrente dall’archivio storico.

Rogna: dopo gelate tardive e grandinate

La rogna si lega a qualsiasi evento o operazione colturale che provochi lesioni alla pianta; gli attrezzi di potatura vanno disinfettati con frequenza.

Dopo ogni gelata, grandinata o potatura inserisci nel calendario aziendale un controllo: quale appezzamento ha subito danni, quali parti della pianta hanno ferite, che cosa hai fatto. Prima di programmare l’applicazione verifica coltura, avversità e condizioni autorizzate del preparato. Se usi rameici, somma la sostanza attiva distribuita per ettaro nel corso della stagione.

Primavera umida: occhio di pavone

Per l’occhio di pavone normalmente non servono interventi, salvo primavere particolarmente umide o piovose. In questi casi si interviene nella tarda primavera. La malattia è favorita dall’umidità e compare soprattutto nelle parti più basse della chioma, specialmente nelle piante con chioma troppo fitta o mal potate.

Contro l’occhio di pavone si usano zolfo, Bacillus subtilis, rameici, fosfonato di potassio, pyraclostrobin e dodina; per pyraclostrobin e dodina il massimo è di 2 interventi l’anno.

Fitofarmaci del Ministero della Salute: banca dati e ultima etichetta

La banca dati fitofarmaci del Ministero della Salute comprende i prodotti autorizzati, revocati, sospesi o scaduti e permette di visualizzare l’ultima etichetta autorizzata. Cerca il numero ministeriale della confezione e controlla che la riga d’impiego comprenda sia la coltura sia l’avversità.

Trattamento degli ulivi in fioritura e allegagione: la tignola sulle drupe

Contro la tignola dell’olivo, Prays oleae, l’intervento va indirizzato alla generazione carpofaga, cioè dopo l’allegagione. La necessità si stabilisce controllando le ovodeposizioni sulle drupe.

Crescita dei frutti: la mosca

Per la mosca delle olive, Bactrocera oleae, si controllano le punture fertili con uova o larve; in alternativa valgono i bollettini provinciali basati sulla rete di monitoraggio. Registra il nome dell’avversità insieme al risultato del campionamento.

La soglia è il 4-5% di drupe con punture fertili, a seconda della produttività della pianta. Sono previsti anche pannelli attrattivi, esche proteiche e sistemi attract and kill. Tra le sostanze elencate c’è il silicato di alluminio (caolino): 1 intervento l’anno contro la mosca e 4 contro la tignola.

Invaiatura e raccolta: lebbra, carenza e rientro

Contro la lebbra si eliminano le parti colpite e si arieggia la chioma; si può anticipare la raccolta. I trattamenti già eseguiti contro l’occhio di pavone valgono anche contro la lebbra.

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Tieni il registro dei trattamenti in un unico posto. Inizia gratis.

Uso corretto vuol dire rispettare le condizioni autorizzate e riportate in etichetta. Il tempo di carenza e il tempo di rientro hanno una guida dedicata. Se lavori con un contoterzista, comunica quali settori sono già stati raccolti e quali portano ancora drupe, e confronta la disponibilità del cantiere con la carenza del formulato scelto.

Cotonella (cotonello) dell’olivo: trattamenti

Contro la cotonella, chiamata cotonello nella norma tecnica, si riduce la concimazione azotata e con potature primaverili si asportano le parti più infestate.

Altri fitofagi della chioma

Contro la margaronia si interviene dopo aver accertato una consistente presenza larvale sui germogli.

Trattamenti per olivi con il rame: ramatura e poltiglia bordolese

Non superare 4 kg di sostanza attiva di rame per ettaro all’anno. La poltiglia bordolese è un prodotto rameico: conta anch’essa nel totale del rame distribuito. Dosi per ettaro e tempi di carenza dei formulati sono nella guida al rame su olivo e vite.

Trattamento con il rame sull’olivo: quando farlo

Il rame si dà contro tre avversità: l’occhio di pavone in tarda primavera dopo stagioni umide, la lebbra all’invaiatura se l’umidità è elevata, la rogna dopo gelate tardive o grandinate.

Trattamento degli ulivi con Manisol: un concime fogliare

Manisol è un concime fogliare di Manica a base di rame (4,5%) e zinco (0,5%), in polvere bagnabile; distribuito sulla vegetazione lascia un velo biancastro che riflette parte della luce solare e aiuta contro il caldo. Il produttore lo indica per molte colture, dall’olivo alla vite alle orticole. Poiché è un concime e non un prodotto fitosanitario, etichetta e scheda di sicurezza si chiedono a Manica; annota nel registro data, dose e appezzamento di ogni applicazione.

Trattamento degli ulivi dopo la raccolta e in inverno

In Liguria, dopo la raccolta il rischio è la rogna: si evitano le microferite nel periodo autunnale, specialmente durante le operazioni di raccolta. L’intervento chimico si fa solo in presenza di forte inoculo sulle piante, soprattutto dopo gelate, grandinate o in post-raccolta, con prodotti rameici entro 28 kg/ha in 7 anni.

Trattamento del tronco e dei rami dell’ulivo

Contro la rogna si eliminano e si distruggono i rami colpiti. Per l’iniezione di sostanze nel fusto c’è la guida all’endoterapia.

Allegagione dell’olivo: trattamenti fogliari e boro

Calcare, pH e campione di terreno

Un elevato calcare attivo può deprimere l’assorbimento di boro, ferro, fosforo e manganese. Il pH dà un’indicazione sulla disponibilità di molti macro e microelementi all’assorbimento, e il campione di terreno deve provenire da un’area omogenea dal punto di vista pedologico e agronomico. Le analisi sono funzionali alla stesura del piano di fertilizzazione.

Trattamento degli ulivi con boro: periodo dopo la fioritura

In Liguria il boro sull’olivo si distribuisce dopo la fioritura: terminata la fioritura si consigliano interventi di concimazione fogliare anche con prodotti a base di boro. Controlla la fine della fioritura nel singolo appezzamento prima di programmare l’apporto.

Caolino sull’olivo: quando trattare

Trattamento degli ulivi con caolino: copertura preventiva contro la mosca

Caolino, zeoliti, bentoniti e polveri di roccia rivestono le piante con una copertura repellente di colore bianco, che riflette la luce. Si applica prima delle possibili infestazioni di mosca: queste polveri non hanno azione insetticida. Prima di acquistare il materiale verifica composizione e istruzioni d’uso.

Caldo, mosca e controlli sulle olive

Temperature superiori a 30–32 °C ostacolano lo sviluppo della mosca, riducono l’ovideposizione e aumentano la mortalità di uova e larve. I controlli riprendono quando il caldo diminuisce e l’insetto può ripartire.

Drupe raggrinzite o foglie clorotiche

La siccità provoca raggrinzimento delle drupe, talvolta più marcato alla base dei ramoscelli. Con il ritorno dell’umidità nel suolo le olive ancora presenti possono recuperare turgore. Gli olivi presentano spesso danni da vento. Il ristagno, favorito da drenaggio insufficiente, scarsa profondità e cattiva struttura, provoca invece crescita ridotta e clorosi fogliare.

Prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica

Le sostanze ammesse in agricoltura biologica sono nell’allegato I del regolamento 2021/1165; la verifica di sostanza, formulato ed etichetta è nella guida dedicata.

Tignola dell’olivo: il caolino nell’elenco biologico

Il caolino è il silicato di alluminio, CAS 1332-58-7, ammesso nell’allegato I del regolamento 2021/1165. Per l’impiego fitosanitario servono anche l’autorizzazione del prodotto e le condizioni nazionali.

Completare il calendario con le altre avversità

Contro la cocciniglia mezzo grano di pepe si interviene nel momento di massima schiusura delle uova e di fuoriuscita delle neanidi. Per il rilievo annota il settore, le foglie esaminate e le forme vive trovate.

Contro limacce e chiocciole si interviene con un’infestazione generalizzata o sulle fasce perimetrali.

Il cyantraniliprole contro la tignola va usato sulla generazione carpofaga entro l’indurimento del nocciolo. L’integrazione dell’8 aprile 2026 porta da 1 a 2 il numero di interventi consentiti.

Prossimo passo

Raccogli i rilievi e il bollettino locale, poi confronta la proposta di trattamento con l’etichetta. Etichetta e stato di un formulato per l’olivo sono nella banca dati fitofarmaci; per raccolta e accessi dopo il trattamento c’è la guida a carenza e rientro.