Prodotti fitosanitari consentiti in agricoltura biologica: come verificarli

Per verificare un prodotto, cercalo nella banca dati con il nome completo e il numero di registrazione riportati sulla confezione, e tieni accanto l’elenco europeo e la copia dell’etichetta del medesimo prodotto.

I fitofarmaci ammessi in agricoltura biologica sono i prodotti autorizzati ai sensi del regolamento (CE) 1107/2009 che contengono solo sostanze attive dell’allegato I del regolamento di esecuzione (UE) 2021/1165. I prodotti autorizzati in Italia sono nel dataset Fitosanitari del Ministero della Salute.

Dalla sostanza al formulato

Trascrivi le sostanze attive del prodotto e cercale nell’elenco europeo, annotando anche le condizioni indicate. Poi torna al formulato e confronta numero di registrazione, denominazione e titolare con la scheda ministeriale.

Il dataset riporta per ogni prodotto numero di registrazione, denominazione, attività, formulazione, sostanze attive contenute e impresa titolare.

Prodotti fitosanitari biologici per la vite

Nell’allegato I compaiono zolfo e silicato di alluminio (caolino). I composti del rame (idrossido, ossicloruro, ossido, solfato tribasico) sono ammessi solo per usi che comportano al massimo 28 kg di rame per ettaro in 7 anni. Confronta sostanza, formulato e impiego sulla vite nell’elenco europeo e nell’etichetta italiana. I trattamenti della vigna si programmano con il calendario dei trattamenti della vite: collega il programma alle registrazioni delle applicazioni effettivamente eseguite.

Condizioni d’uso nell’allegato I

Le sostanze attive sono ammesse nel rispetto delle condizioni d’uso specificate nelle autorizzazioni dello Stato membro. Caolino, zolfo, composti del rame e microrganismi compaiono nell’elenco con condizioni proprie. L’allegato I è stato modificato nel 2025 per le sostanze fitosanitarie.

Nell’etichetta italiana individua la coltura, l’avversità e l’ambiente di utilizzo.

Sostanze di base

Le sostanze di base devono rispettare usi e restrizioni dei rapporti di riesame. In agricoltura biologica non possono essere usate come erbicidi.

Sostanze che cambiano collocazione nell’elenco

Dopo la rivalutazione europea, bicarbonato di potassio, grasso ovino, sabbia di quarzo, senecioato di lavandulile e feromoni a catena lineare dei lepidotteri cambiano collocazione nell’elenco. Le sezioni aggiornate sono quelle del regolamento 2025/973.

Quaderno di campagna biologico: necessità e dati

Dati da registrare

Il regolamento richiede data, nome del prodotto, sostanze attive, quantità applicata, coltura, parcelle e avversità da controllare. Le registrazioni devono inoltre dimostrare la necessità dell’impiego. Scrivi il nome del formulato, non «prodotto bio», e rendi la parcella riconoscibile anche a chi non ha eseguito il lavoro.

Altri apporti e documenti già disponibili

Il registro è per parcella perché le parcelle possono avere caratteristiche diverse e ospitare colture diverse. Comprende i dati di fertilizzanti e ammendanti e ogni altro mezzo esterno usato in ciascuna parcella. Le informazioni già conservate per altri obblighi possono essere collegate alle registrazioni biologiche, integrate con gli elementi complementari necessari al controllo.

Prevenzione prima del prodotto

I danni si prevengono proteggendo i nemici naturali e scegliendo specie, varietà e materiali eterogenei adatti, con rotazioni, tecniche colturali, biofumigazione e mezzi meccanici, fisici o termici. Per il vapore nelle colture protette valgono le condizioni specifiche dell’allegato II, punto 1.10.1, del regolamento 2018/848. Solo quando le piante non possono essere protette adeguatamente con queste misure si ricorre ai prodotti autorizzati.

Olivo: trattamenti biologici

Nei trattamenti biologici dell’olivo identifica prima il problema e la fase della coltura. La produzione parte dalla prevenzione; se questa non basta, l’impiego deve riguardare prodotti ammessi e risultare necessario.

Contro la mosca dell’olivo in biologico sono indicati, con il tempo di carenza: spinosad (solo Spintor Fly, Syneis Fly o Tracer Fly) 7 giorni, piretro (solo formulati registrati contro la mosca) 1 giorno, azadiractina A 3 giorni, Bacillus thuringiensis var. israelensis 3 giorni; olio minerale, Beauveria bassiana ceppo ATCC 74040, caolino con polveri di roccia, zeoliti e bentoniti, trappole Attract&Kill, Decis Trap Olivo e peptide sistemina 0 giorni.

Lo spinosad agisce in modo preventivo e non va mescolato al rame. I prodotti biologici hanno persistenza generalmente bassa, quindi può servire più di un trattamento. Per programmare il controllo dell’appezzamento usa il bollettino locale.

Mosca: caolino e trappole

Caolino e altre polveri rivestono gli olivi rendendoli meno attrattivi per le femmine della mosca; la copertura repellente si distribuisce prima delle possibili infestazioni (dettagli in caolino: quando trattare).

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Le trappole attract and kill attirano gli insetti e li eliminano con i mezzi contenuti nel dispositivo. Tutte le trappole, comprese quelle a feromoni, vanno raccolte dopo l’uso. Aggiorna la mappa con rimozioni e sostituzioni e, nel resoconto, distingui quantità installate, scorte e dispositivi recuperati.

Occhio di pavone dopo le piogge

Negli areali liguri interessati dalle piogge le condizioni favoriscono l’occhio di pavone e le altre malattie fungine. Negli oliveti colpiti in passato è possibile intervenire anche con prodotti specifici. In biologico le sostanze attive devono essere quelle dell’allegato I. Prima di attribuire l’ingiallimento a un insetto, fotografa i sintomi e la loro distribuzione nella chioma e confronta piogge recenti, fioritura e nutrizione.

Danni da freddo, grandine, ristagno e siccità

Freddo, caldo, vento, grandine, ristagno e siccità possono danneggiare l’olivo. Il gelo primaverile provoca necrosi e caduta di fiori, giovani frutti e rametti. La grandine lascia cicatrici e lesioni su organi diversi della stessa pianta.

Scarso drenaggio, struttura sfavorevole e profondità limitata favoriscono il ristagno, con crescita ridotta e clorosi fogliare. La siccità provoca invece drupe raggrinzite, talvolta più evidenti alla base dei ramoscelli. Controlla suolo e irrigazione insieme ai sintomi della chioma.

Feromoni, trappole e microrganismi

Feromoni e altre sostanze semiochimiche sono ammessi in trappole e diffusori. I microrganismi, inclusi i virus, devono essere privi di origine geneticamente modificata e rispettare usi e restrizioni dei rapporti di riesame.

Registro e sostanze di base

Conserva il rilievo che ha motivato la scelta (organismo bersaglio, parte della coltura interessata, condizioni osservate) e associa alla parcella la verifica dell’ammissione biologica del formulato.

Se i dati dell’applicazione sono già nel registro fitosanitario, collega quel documento alle informazioni aggiuntive del biologico. Per trappole o diffusori mantieni riconoscibili installazione e recupero; per altri apporti esterni conserva la documentazione della fornitura. Durante il controllo devi poter seguire il passaggio dall’esigenza agronomica all’acquisto e all’uso del mezzo ammesso.

Per un microrganismo conserva l’identificazione del ceppo e la documentazione del formulato. Per rame, zolfo o caolino controlla la voce pertinente e le condizioni dell’impiego sulla specie coltivata; tieni recuperabili sia la scheda della sostanza sia l’etichetta del preparato.

Nell’elenco delle sostanze di base compaiono lecitine, corteccia di Salix, fruttosio, siero di latte e olio di girasole. Il fosfato diammonico è limitato alle trappole. Cerca la denominazione precisa: valgono le condizioni del rapporto di riesame di ciascuna sostanza.

Olio di neem: tempo di carenza del prodotto usato

Il tempo di carenza dell’olio di neem dipende dal formulato: non assegnare un intervallo a un flacone dal solo nome «neem», ma identifica prima formulazione e numero di registrazione. NeemAzal-T/S contiene azadiractina A all’1%, pari a 10 g/L; Oikos contiene azadiractina A al 2,4%, pari a 26 g/L. Sono formulati con composizioni e registrazioni distinte.

Per NeemAzal-T/S, numero 11561, l’intervallo di sicurezza è 3 giorni prima del raccolto. La versione dell’etichetta valida dal 28 aprile 2025 comprende impieghi differenti per coltura e ambiente: pomodoro, peperone e melanzana in campo e serra; cetriolo e zucchino in serra.

Apri l’etichetta completa di NeemAzal-T/S e confronta nome, numero e data con la confezione. Individua prima la coltura nella tabella, poi la voce «Intervallo di sicurezza»: la carenza breve non estende l’impiego a una specie o a un ambiente assenti dalla riga pertinente. Per una miscela vale anche il periodo di carenza del formulato aggiunto.

L’intervallo prima della raccolta è distinto dai 7–10 giorni previsti fra eventuali trattamenti ripetuti di NeemAzal-T/S. La soluzione preparata va utilizzata nella stessa giornata. Nel programma tieni separate la data dell’applicazione, l’eventuale ripetizione e il termine prima del prelievo dei frutti.

Per il passaggio alla squadra di raccolta comunica il nome completo del formulato, il settore realmente trattato e l’ultima applicazione effettuata.

NeemAzal-T/S è un insetticida di origine naturale estratto dall’albero del Neem (Azadirachta indica). Si eseguono al massimo tre interventi all’anno; l’acqua con pH superiore a 7 richiede un prodotto tampone e, in caso di pioggia entro 8 ore dall’applicazione, si consiglia di ripetere il trattamento. Per proteggere gli organismi acquatici su pomacee e drupacee serve una fascia non trattata di 30 metri dai corpi idrici superficiali, di cui 20 vegetati, oppure una riduzione totale della deriva del 96% e del ruscellamento dell’80%. La differenza fra raccolta e accesso al campo è spiegata in tempo di carenza e rientro.

Prossimo passo

Conserva etichetta, verifica biologica e motivo dell’intervento. Gli interventi eseguiti vanno nel quaderno di campagna con appezzamento, quantità e data effettivi; per raccolta e accessi vedi carenza e rientro.